Un caso emblematico di attriti tra le autorità - rispetto alla comunità - "straniere" incaricate di trasferire le opere e la popolazione, riguarda la città di Pigna: nell'arco di pochi giorni, Morassi dovette provvedere allo smontaggio del "Polittico di San Michele" - realizzato da Giovanni Canavesio nel 1500 - e ciò diede vita ad una serie di ostilità da parte della comunità che si oppose allo spostamento dell'opera. Ad intricare ulteriormente la vicenda, si inserisce un primo intervento di restauro - circoscritto al solo pannello centrale del polittico - avviato nel 1934 e protrattosi per cinque anni <145. In quel momento la Liguria dipendeva dall'Ufficio Monumenti di Torino, la cui direzione era affidata ad Ugo Nebbia (1880-1965) <146 e fu quest'ultimo ad affidare l'intervento a Pompeo Rubinacci (1893-1972), il quale - in un giudizio dato da Grosso - viene presentato come "un buon restauratore che [...] conosce il mestiere e possiede molta abilità, anzi troppa". <147
Nonostante l'armistizio italo-francese del 1940, Morassi ritenne necessario un restauro integrale dell'opera che in quel momento si presentava smontata e ricoverata in un locale sotterraneo. Ulteriori complicazioni sorsero nel momento in cui un falegname locale reclamò l'uso del suddetto ambiente sotterraneo. Intervenne dunque don Sismondini - in quanto Parroco della città - che decise individualmente di trasferire i pannelli all'interno della chiesa. Il 15 luglio Morassi si espresse su tale questione, sostenendo che "Questa popolazione è molto malcontenta per l'idea di trasportare l'ancona a Genova. Aggiungo anche che minacciano di venire a via di fatti [...]. Si decida quindi [...] di far qui sul posto i lavori di riparazione, che non sono poi tanto rilevanti (sic!). <148
Tale lettera si ricollega ad una nota inviata dal Goriziano al Prefetto di Imperia nella quale chiosò: "Il fervore religioso della popolazione, gelosa di quel cimelio, cui si attribuisce un arcano potere tutelare, ha impedito che il polittico fosse [...] portato in luogo sicuro" <149. Considerando l'opposizione della comunità pignasca, Morassi fece un tentativo puntando sul prestigioso laboratorio fiorentino di Giannino Marchig (1897-1983) <150. Tra l'agosto e l'ottobre del 1940, lo studioso goriziano cercò di ottenere dal Ministero dell'Educazione Nazionale i finanziamenti necessari, promuovendo la propria iniziativa presso il giovane ispettore superiore Giulio Carlo Argan (1909-1992) <151, ma non ottenne il risultato sperato. <152
Nello stesso momento in cui si svolse la suddetta vicenda, alcune opere genovesi vennero rimosse dai relativi luoghi di conservazione e momentaneamente trasportate presso la Galleria Comunale di Palazzo Bianco.
[...] Il ritiro del "Polittico di San Michele" venne effettuato il 27 novembre successivo senza molti aiuti da parte della comunità di Pigna. Una lettera inviata dal parroco di Pigna a Morassi risulta essere di un tenore piuttosto sconfortante: "Spero che ai suoi incaricati sarà dato aiuto, non le nascondo però che in questi giorni vi è gran lavoro in Pigna proveniente dalla campagna [...]. Ben pochi uomini si trovano a casa"<155. In merito a ciò va ricordato che al suo arrivo in città, Rubinacci trovò ad assisterlo solo un falegname "dal cognome poco rassicurante" <156, un certo Seccatore <157.
A causa del bombardamento navale inglese avvenuto il 9 febbraio 1941 che provocò ingenti danni alla città di Genova <158, si intensificò notevolmente il lavoro alle casse per il salvataggio del patrimonio storico-artistico <159.
[...] A Genova proseguono con una certa intensità gli interventi di imballaggio delle opere, <160 le quali man mano vennero collocate presso il ricovero dell'entroterra nella città di Struppa o depositate all'interno di Palazzo Bianco <161. In questo secondo ricovero, Pompeo Rubinacci stava eseguendo il restauro del già citato Polittico di San Michele: nella primavera del 1941 l'intervento risultava essere in una fase avanzata, tuttavia dalla città di Pigna nessuno - sebbene ripetutamente invitati dal Morassi - si recò a Genova per ispezionare quanto eseguito. A tal proposito, il Goriziano inviò una lettera - datata 28 giugno - al Podestà della città nella quale scrisse che "né la Fabbriceria nè il Parroco ritengono di corrispondere a quel minimo obbligo di cortesia che richiede una semplice risposta" <162. Tutto tacque fino al mese di settembre, momento in cui il Proparroco don Bono inviò al Soprintendente un sollecito di questo tenore: "questa popolazione attende con impazienza il ritorno del Polittico [...] per colmare il vuoto incomparabile creato a questa monumentale Chiesa parrocchiale" <163, evidenziando nuovamente le già menzionate ostilità da parte della comunità pignasca. Ciononostante, il Goriziano in quel tempo era focalizzato su altre vicende di salvaguardia piuttosto impellenti.
[...] Tornando ad occuparci della querelle che interessò il Polittico di San Michele, esso venne riconsegnato alla comunità il 15 giugno 1942 e le istruzioni per il trasporto sono note da un promemoria - redatto solo quattro giorni prima dal Morassi - che risulta essere fondamentale per la comprensione delle dinamiche di consegna delle opere: "Palazzo Bianco, via Garibaldi 11: carico delle casse contenenti le tavole dipinte del polittico di Pigna. / Fermarsi a Bordighera, Museo Bicknell, e avvertire che al ritorno si caricheranno le due casse di quadri che devono essere portate a Genova, Palazzo Bianco. Vedere le casse! / Arrivati a Pigna, chiamare il Parroco e scaricare le casse nella chiesa. / Se è troppo tardi per il viaggio di ritorno in giornata, dormire a Pigna o a Bordighera, e portare le casse del Museo Bicknell a Genova". <174
Conclusasi l'operazione di consegna dell'opera, il Goriziano non mencò di confessare, all'interno di una lettera a Nino Lamboglia (1912-1977) non priva di una velata ironia, il proprio sgomento <175 emotivo causato da tale situazione:
"A Pigna mi sono preso una potente arrabbiatura. [...] Il parroco, al mio arrivo, non si fece trovare [...] Ora ho scritto al Vescovo, denunziando tanta incoscienza [...] di quel poco Reverendo. Pigna ci lascia un bel ricordo". <176
Il Vescovo di Ventimiglia tentò di sminuire la questione, individuando nei preparativi per la cresima e nell'imminente visita pastorale il proprio capro espiatorio. A sua volta, il Podestà di Pigna rispose al Morassi con un tono - come definito da Franco Boggero - "retorico-patetico" <177: "Ora che la popolazione semplice, laboriosa e attaccata alle tradizioni di secoli, ha finalmente compreso [...] l'importanza del restauro" <178. Tale corrispondenza si concluse con un'ultima lettera di Morassi al Podestà nella quale cercò di ottenere un contributo economico per le spese sostenute, richiesta che fu seguita da un assordante silenzio: "Vi ringrazio delle gentili parole ma poiché i veri sentimenti si misurano dai fatti, Vi pregherei di comunicarmi se, ed in quale misura, la popolazione di Pigna è disposta a contribuire nella spesa del restauro del polittico, che è venuto a costare quasi 20.000 Lire <179.
[NOTE]
145 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 175.
146 Per approfondire la sua biografia, si veda: R. Cara, Nebbia, Ugo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2013. <https://www.treccani.it/enciclopedia/ugo-nebbia_(Dizionario-Biografico)/>
147 ASBSAEL, Pigna, V.IM.43, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 175.
148 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., nota 8, p. 176; l'autore non riporta la fonte autografa.
149 Ibidem. È doveroso fare una precisazione poiché il caso del Polittico di Pigna non rappresenta un unicum, in particolare rispetto alle resistenze della popolazione in termini di forte devozione. Una situazione pressoché analoga si verificò ad Orvieto [...]
150 Per approfondire la sua figura, si rimanda a: R. Canuti, Marchig, Giovanni (Giannino), in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, 2007. <https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-marchig_(Dizionario-Biografico)/>
151 Sull'importantissima figura di Argan, si veda: C. Gamba, Argan, Giulio Carlo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2015. <https://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-carlo-argan_(Dizionario-Biografico)/>
152 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele; Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 176.
155 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 176.
156 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
157 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele.
158 A. Ronco, Dossier: Genova 9 febbraio 1941. Trecento tonnellate di bombe a colazione, Genova, 2007; Boccardo, Boggero, Antonio Morassi e Orlando Grosso a Genova, in Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra cit., p. 325.
159 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
161 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
162 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale in San Michele, in Ibidem.
163 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale in San Michele, in Ibidem.
174 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., pp. 178-179.
175 Lamboglia fu il fondatore dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri. Fonte: Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 179.
176 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 179.
177 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., nota 18, p. 179.
178 Ibidem.
179 Ibidem.
Lucrezia Muzzolon, Antonio Morassi: uno storico dell'arte tra le due guerre mondiali, Tesi di laurea, Università Ca' Foscari - Venezia, Anno accademico 2023-2024
Nonostante l'armistizio italo-francese del 1940, Morassi ritenne necessario un restauro integrale dell'opera che in quel momento si presentava smontata e ricoverata in un locale sotterraneo. Ulteriori complicazioni sorsero nel momento in cui un falegname locale reclamò l'uso del suddetto ambiente sotterraneo. Intervenne dunque don Sismondini - in quanto Parroco della città - che decise individualmente di trasferire i pannelli all'interno della chiesa. Il 15 luglio Morassi si espresse su tale questione, sostenendo che "Questa popolazione è molto malcontenta per l'idea di trasportare l'ancona a Genova. Aggiungo anche che minacciano di venire a via di fatti [...]. Si decida quindi [...] di far qui sul posto i lavori di riparazione, che non sono poi tanto rilevanti (sic!). <148
Tale lettera si ricollega ad una nota inviata dal Goriziano al Prefetto di Imperia nella quale chiosò: "Il fervore religioso della popolazione, gelosa di quel cimelio, cui si attribuisce un arcano potere tutelare, ha impedito che il polittico fosse [...] portato in luogo sicuro" <149. Considerando l'opposizione della comunità pignasca, Morassi fece un tentativo puntando sul prestigioso laboratorio fiorentino di Giannino Marchig (1897-1983) <150. Tra l'agosto e l'ottobre del 1940, lo studioso goriziano cercò di ottenere dal Ministero dell'Educazione Nazionale i finanziamenti necessari, promuovendo la propria iniziativa presso il giovane ispettore superiore Giulio Carlo Argan (1909-1992) <151, ma non ottenne il risultato sperato. <152
Nello stesso momento in cui si svolse la suddetta vicenda, alcune opere genovesi vennero rimosse dai relativi luoghi di conservazione e momentaneamente trasportate presso la Galleria Comunale di Palazzo Bianco.
[...] Il ritiro del "Polittico di San Michele" venne effettuato il 27 novembre successivo senza molti aiuti da parte della comunità di Pigna. Una lettera inviata dal parroco di Pigna a Morassi risulta essere di un tenore piuttosto sconfortante: "Spero che ai suoi incaricati sarà dato aiuto, non le nascondo però che in questi giorni vi è gran lavoro in Pigna proveniente dalla campagna [...]. Ben pochi uomini si trovano a casa"<155. In merito a ciò va ricordato che al suo arrivo in città, Rubinacci trovò ad assisterlo solo un falegname "dal cognome poco rassicurante" <156, un certo Seccatore <157.
A causa del bombardamento navale inglese avvenuto il 9 febbraio 1941 che provocò ingenti danni alla città di Genova <158, si intensificò notevolmente il lavoro alle casse per il salvataggio del patrimonio storico-artistico <159.
[...] A Genova proseguono con una certa intensità gli interventi di imballaggio delle opere, <160 le quali man mano vennero collocate presso il ricovero dell'entroterra nella città di Struppa o depositate all'interno di Palazzo Bianco <161. In questo secondo ricovero, Pompeo Rubinacci stava eseguendo il restauro del già citato Polittico di San Michele: nella primavera del 1941 l'intervento risultava essere in una fase avanzata, tuttavia dalla città di Pigna nessuno - sebbene ripetutamente invitati dal Morassi - si recò a Genova per ispezionare quanto eseguito. A tal proposito, il Goriziano inviò una lettera - datata 28 giugno - al Podestà della città nella quale scrisse che "né la Fabbriceria nè il Parroco ritengono di corrispondere a quel minimo obbligo di cortesia che richiede una semplice risposta" <162. Tutto tacque fino al mese di settembre, momento in cui il Proparroco don Bono inviò al Soprintendente un sollecito di questo tenore: "questa popolazione attende con impazienza il ritorno del Polittico [...] per colmare il vuoto incomparabile creato a questa monumentale Chiesa parrocchiale" <163, evidenziando nuovamente le già menzionate ostilità da parte della comunità pignasca. Ciononostante, il Goriziano in quel tempo era focalizzato su altre vicende di salvaguardia piuttosto impellenti.
[...] Tornando ad occuparci della querelle che interessò il Polittico di San Michele, esso venne riconsegnato alla comunità il 15 giugno 1942 e le istruzioni per il trasporto sono note da un promemoria - redatto solo quattro giorni prima dal Morassi - che risulta essere fondamentale per la comprensione delle dinamiche di consegna delle opere: "Palazzo Bianco, via Garibaldi 11: carico delle casse contenenti le tavole dipinte del polittico di Pigna. / Fermarsi a Bordighera, Museo Bicknell, e avvertire che al ritorno si caricheranno le due casse di quadri che devono essere portate a Genova, Palazzo Bianco. Vedere le casse! / Arrivati a Pigna, chiamare il Parroco e scaricare le casse nella chiesa. / Se è troppo tardi per il viaggio di ritorno in giornata, dormire a Pigna o a Bordighera, e portare le casse del Museo Bicknell a Genova". <174
Conclusasi l'operazione di consegna dell'opera, il Goriziano non mencò di confessare, all'interno di una lettera a Nino Lamboglia (1912-1977) non priva di una velata ironia, il proprio sgomento <175 emotivo causato da tale situazione:
"A Pigna mi sono preso una potente arrabbiatura. [...] Il parroco, al mio arrivo, non si fece trovare [...] Ora ho scritto al Vescovo, denunziando tanta incoscienza [...] di quel poco Reverendo. Pigna ci lascia un bel ricordo". <176
Il Vescovo di Ventimiglia tentò di sminuire la questione, individuando nei preparativi per la cresima e nell'imminente visita pastorale il proprio capro espiatorio. A sua volta, il Podestà di Pigna rispose al Morassi con un tono - come definito da Franco Boggero - "retorico-patetico" <177: "Ora che la popolazione semplice, laboriosa e attaccata alle tradizioni di secoli, ha finalmente compreso [...] l'importanza del restauro" <178. Tale corrispondenza si concluse con un'ultima lettera di Morassi al Podestà nella quale cercò di ottenere un contributo economico per le spese sostenute, richiesta che fu seguita da un assordante silenzio: "Vi ringrazio delle gentili parole ma poiché i veri sentimenti si misurano dai fatti, Vi pregherei di comunicarmi se, ed in quale misura, la popolazione di Pigna è disposta a contribuire nella spesa del restauro del polittico, che è venuto a costare quasi 20.000 Lire <179.
[NOTE]
145 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 175.
146 Per approfondire la sua biografia, si veda: R. Cara, Nebbia, Ugo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2013. <https://www.treccani.it/enciclopedia/ugo-nebbia_(Dizionario-Biografico)/>
147 ASBSAEL, Pigna, V.IM.43, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 175.
148 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., nota 8, p. 176; l'autore non riporta la fonte autografa.
149 Ibidem. È doveroso fare una precisazione poiché il caso del Polittico di Pigna non rappresenta un unicum, in particolare rispetto alle resistenze della popolazione in termini di forte devozione. Una situazione pressoché analoga si verificò ad Orvieto [...]
150 Per approfondire la sua figura, si rimanda a: R. Canuti, Marchig, Giovanni (Giannino), in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 69, 2007. <https://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-marchig_(Dizionario-Biografico)/>
151 Sull'importantissima figura di Argan, si veda: C. Gamba, Argan, Giulio Carlo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2015. <https://www.treccani.it/enciclopedia/giulio-carlo-argan_(Dizionario-Biografico)/>
152 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele; Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 176.
155 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 176.
156 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
157 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele.
158 A. Ronco, Dossier: Genova 9 febbraio 1941. Trecento tonnellate di bombe a colazione, Genova, 2007; Boccardo, Boggero, Antonio Morassi e Orlando Grosso a Genova, in Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra cit., p. 325.
159 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
161 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 177.
162 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale in San Michele, in Ibidem.
163 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale in San Michele, in Ibidem.
174 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., pp. 178-179.
175 Lamboglia fu il fondatore dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri. Fonte: Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 179.
176 ASBSAEL, Pigna, parrocchiale di San Michele, in Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., p. 179.
177 Boggero, Antonio Morassi Soprintendente a Genova negli anni del secondo conflitto mondiale, in Antonio Morassi: tempi e luoghi di una passione per l'arte cit., nota 18, p. 179.
178 Ibidem.
179 Ibidem.
Lucrezia Muzzolon, Antonio Morassi: uno storico dell'arte tra le due guerre mondiali, Tesi di laurea, Università Ca' Foscari - Venezia, Anno accademico 2023-2024