venerdì 12 luglio 2019

Bar Nadia

Pier Rossi in Facebook/bordighera.net: "Estate 1976, Bar Nadia - Il Torino ha vinto da poco lo scudetto - Nella foto, a sinistra Paolo Pulici, capocannoniere di quel campionato con 21 reti - in centro foto, sulla destra, Vincenzo Massaccesi [uno dei due fratelli dal 1959 proprietari dell'esercizio; Vincenzo una ventina d'anni, tuttavia, passò a gestire un altro bar]"
Per un lunghissimo periodo a partire dalla metà degli anni sessanta, Bordighera era nota per il Bar Nadia. 

Vincenzo ed Alvaro Massaccesi - Fonte: bordighera.net
Lo era per i bordigotti, lo era per i turisti, lo era per me. 

Il bar Nadia era un porto sicuro, in centro, con i suoi tavolini lungo il marciapiede. Lí seduto vedevi passare il mondo.
Il pugile Nino Benvenuti al Bar Nadia; con il cravattino Alvaro Massaccesi - Fonte: bordighera.net
Tornando da Montecarlo dopo una nottata al casinò; tornando da Sanremo dopo l'ultimo spettacolo al cinema Ariston; nelle serate invernali dopo aver camminato per ore su e giù per la passeggiata parlando di politica di donne e del nulla; arrivando a luglio il venerdí notte con il treno da Torino e ad  aspettarmi c'era Emilia. 

L'approdo era sempre il bar Nadia con i suoi toast.
Fonte: Facebook/bordighera.net
Certo, la specialità del bar erano i toast, conosciuti da Imperia a Montecarlo. 

Non era un caso che cantanti del Festival di Sanremo e gigolò di Montecarlo sciamassero nelle notti al Nadia per gustarli. 

Tre fette di pan carrè farcite con carciofini rendevano il toast una bontà indescrivibile.
Nei miei sessant'anni di frequentazione non ho mai visto il bar chiuso. Il bar infatti non chiudeva mai né di giorno né di notte. Alle cinque del mattino Alvaro, il proprietario, abbassava fino a metà la serranda dell'ingresso per le pulizie. Ma in quel momento si fermava la stradale per un caffè: era un'abitudine. Alvaro offriva i caffè; servendo il primo diceva "per te ultimo cliente della notte", servendo il secondo "per te primo cliente del mattino" e andava ad alzare la serranda. 

Oggi passando davanti al Nadia le serrande sono abbassate. Alvaro ha chiuso definitivamente il locale. Tristezza e smarrimento mi hanno assalito, si interrompe un'abitudine, quella di entrare a salutare Alvaro e sua moglie Anna, sedermi e ordinare un toast. Ma finisce anche un pezzo di storia di Bordighera.
Scrivere di Bordighera (IM) descrivendo un bar e i suoi toast è di una banalità disarmante. Quello
che manca è l'atmosfera e il paesaggio che circondavano questi eventi. Per descriverli mi avvalgo di una lettera che Claude Monet scriveva al suo amico Durand Ruel durante il suo soggiorno a Bordighera:"...la riviera rischiarata dal sole che modella le forme e accarezza la natura e le barche dei pescatori solcano le acque d'un mare verde-blu che non vi posso descrivere a parole. Acqua, fiori e poesia si confondono in un'armonia musicale di colori che i miei occhi non hanno mai incontrato."

di Giuliano Desanti