Il 1952, l'anno in cui, nel pieno dell'agosto era nata la mia prima figlia, si concluse in bellezza con una grande manifestazione alla frontiera di Ponte San Luigi, la domenica 28 di dicembre.
L'incontro dei Federalisti a Ponte San Luigi
In quella giornata memorabile una diecina di pullmann di Milano, Genova, La Spezia, Savona, Imperia, San Remo, Bordighera e Ventimiglia, dopo essersi concentrati sulla piazza della Stazione, assieme con una ventina di automobili, ampiamente pavesati con le bandiere federaliste dalla E verde, si incamminavano in colonna verso il Ponte San Luigi.
Qui giunti i federalisti (studenti, lavoratori, uomini e donne, giovani e vecchi, reduci e partigiani) scendevano dalle macchine alzando verso il cielo una marea di bandiere e di grandi cartelli inneggianti alla Federazione Europea.
Intanto, in lontananza, oltre la linea del confine, cominciavano a sporgersi, ondeggianti nell'aria, altre grandi E verdi: quelle delle bandiere sventolate dai federalisti provenienti dalla Francia.
A quella vista i circa quattrocento federalisti italiani alla cui testa, assieme con gli organizzatori ventimigliesi, si erano posti la medaglia d'oro della Resistenza Salvatore Bono, e l'eroe partigiano Luciano Bolis, cominciarono a premere verso la sbarra del confine, davanti al ponte, trattenuti a stento dai Carabinieri e dagli agenti della Polizia.
l primi, che si trovavano proprio faccia a faccia con le forze dell'ordine, indugiavano, mentre i francesi, a loro volta, si avvicinavano alla loro sbarra, dall'altra parte del ponte.
Così fu proprio dalla bocca del sottoscritto, brandente la lunga asta di un cartello, che uscì il grido che tutti aspettavano: "Avanti!".
La massa umana si mosse e il poliziotto che già aveva afferrato il mio cartello, cedette. E così gli altri.
Ma più che le parole vale la documentazione fotografica di quel momento esaltante.
Italiani e francesi, questi ultimi comprendenti anche rappresentanze di federalisti belgi, olandesi e tedeschi, si incontrarono così tra le due sbarre di confine. Tutti si abbracciavano. Mi accorsi immediatamente che i giovani cercavano di abbracciare le ragazze, ma a me capitò un vecchio pensionato, che portava in capo un grosso basco nero.
Piovigginava e a tratti l'acqua scendeva più fitta. Su una macchina scoperta l'on. Taviani, sottosegretario del Governo Italiano, il deputato della Senna on. Jacquet, e Paul Henri Spaak, uno dei grandi Padri dell'Europa, parlarono ai presenti.
Poi ci fu il rito dell'abbruciamento di un simbolico palo di frontiera, sostituito da altro con la scritta "Europa", quindi tutti i pullmann, in rapida cavalcata, si diressero verso Nizza ove, nel primo pomeriggio, si svolse un meeting al Centro Universitario Mediterraneo, alla presenza di una folla enorme.
Tutta la stampa italiana e francese parlò ampiamente dell'avvenimento, tanto che anche i giornali americani riportarono la notizia. Una conferma di ciò si ebbe alcuni mesi dopo, quando alla Sezione del Movimento Federalista Europeo di Ventimiglia giunse da Tampa (Florida) una lettera scritta in spagnolo del sig. Alfredo Diaz il quale, appresa dai giornali locali la notizia della manifestazione, inviava la sua adesione, chiedendo di essere iscritto nel numero dei soci della Sezione di Ventimiglia.
A sua volta l'ing. Mauperon, figlio di William Mauperon, il principale organizzatore nizzardo della manifestazione, che lavorava a Beirut, assistendo ad uno spettacolo cinematografico, aveva avuto la sorpresa di assistere tra le "attualità", anche ad un filmato sull'incontro a Ponte San Luigi (che sarebbe interessante i servizi RAI cercassero di ricuperare nelle cineteche francesi).
Ma il richiamo ai giornali non sarebbe completo se non venisse citato anche l'articolo, apparso sull'Unità del 13 gennaio 1953, a firma di B.V., corrispondente da Ventimiglia, e quello dell'omologo "Patriote de Nice et du Sud Est" del 30 dicembre 1952, entrambi "impregnati" di quegli errori di valutazione e di quei preconcetti che impedirono, per tanti anni, l'affermarsi di una grande volontà di massa nei confronti della lotta per l'unificazione europea.
Enrico Berio, ALPAZUR. Nizza, Cuneo, Imperia "Distretto Europeo". La cooperazione transfrontaliera nell'interregione delle Alpi Meridionali, IsrecIm, 1992, pp. 47,48
L'incontro dei Federalisti a Ponte San Luigi
In quella giornata memorabile una diecina di pullmann di Milano, Genova, La Spezia, Savona, Imperia, San Remo, Bordighera e Ventimiglia, dopo essersi concentrati sulla piazza della Stazione, assieme con una ventina di automobili, ampiamente pavesati con le bandiere federaliste dalla E verde, si incamminavano in colonna verso il Ponte San Luigi.
Qui giunti i federalisti (studenti, lavoratori, uomini e donne, giovani e vecchi, reduci e partigiani) scendevano dalle macchine alzando verso il cielo una marea di bandiere e di grandi cartelli inneggianti alla Federazione Europea.
Intanto, in lontananza, oltre la linea del confine, cominciavano a sporgersi, ondeggianti nell'aria, altre grandi E verdi: quelle delle bandiere sventolate dai federalisti provenienti dalla Francia.
A quella vista i circa quattrocento federalisti italiani alla cui testa, assieme con gli organizzatori ventimigliesi, si erano posti la medaglia d'oro della Resistenza Salvatore Bono, e l'eroe partigiano Luciano Bolis, cominciarono a premere verso la sbarra del confine, davanti al ponte, trattenuti a stento dai Carabinieri e dagli agenti della Polizia.
l primi, che si trovavano proprio faccia a faccia con le forze dell'ordine, indugiavano, mentre i francesi, a loro volta, si avvicinavano alla loro sbarra, dall'altra parte del ponte.
Così fu proprio dalla bocca del sottoscritto, brandente la lunga asta di un cartello, che uscì il grido che tutti aspettavano: "Avanti!".
La massa umana si mosse e il poliziotto che già aveva afferrato il mio cartello, cedette. E così gli altri.
Ma più che le parole vale la documentazione fotografica di quel momento esaltante.
Italiani e francesi, questi ultimi comprendenti anche rappresentanze di federalisti belgi, olandesi e tedeschi, si incontrarono così tra le due sbarre di confine. Tutti si abbracciavano. Mi accorsi immediatamente che i giovani cercavano di abbracciare le ragazze, ma a me capitò un vecchio pensionato, che portava in capo un grosso basco nero.
Piovigginava e a tratti l'acqua scendeva più fitta. Su una macchina scoperta l'on. Taviani, sottosegretario del Governo Italiano, il deputato della Senna on. Jacquet, e Paul Henri Spaak, uno dei grandi Padri dell'Europa, parlarono ai presenti.
Poi ci fu il rito dell'abbruciamento di un simbolico palo di frontiera, sostituito da altro con la scritta "Europa", quindi tutti i pullmann, in rapida cavalcata, si diressero verso Nizza ove, nel primo pomeriggio, si svolse un meeting al Centro Universitario Mediterraneo, alla presenza di una folla enorme.
Tutta la stampa italiana e francese parlò ampiamente dell'avvenimento, tanto che anche i giornali americani riportarono la notizia. Una conferma di ciò si ebbe alcuni mesi dopo, quando alla Sezione del Movimento Federalista Europeo di Ventimiglia giunse da Tampa (Florida) una lettera scritta in spagnolo del sig. Alfredo Diaz il quale, appresa dai giornali locali la notizia della manifestazione, inviava la sua adesione, chiedendo di essere iscritto nel numero dei soci della Sezione di Ventimiglia.
A sua volta l'ing. Mauperon, figlio di William Mauperon, il principale organizzatore nizzardo della manifestazione, che lavorava a Beirut, assistendo ad uno spettacolo cinematografico, aveva avuto la sorpresa di assistere tra le "attualità", anche ad un filmato sull'incontro a Ponte San Luigi (che sarebbe interessante i servizi RAI cercassero di ricuperare nelle cineteche francesi).
Ma il richiamo ai giornali non sarebbe completo se non venisse citato anche l'articolo, apparso sull'Unità del 13 gennaio 1953, a firma di B.V., corrispondente da Ventimiglia, e quello dell'omologo "Patriote de Nice et du Sud Est" del 30 dicembre 1952, entrambi "impregnati" di quegli errori di valutazione e di quei preconcetti che impedirono, per tanti anni, l'affermarsi di una grande volontà di massa nei confronti della lotta per l'unificazione europea.
Enrico Berio, ALPAZUR. Nizza, Cuneo, Imperia "Distretto Europeo". La cooperazione transfrontaliera nell'interregione delle Alpi Meridionali, IsrecIm, 1992, pp. 47,48
