domenica 15 febbraio 2026

Il tramonto dell’industria dei profumi in provincia di Imperia


9.1 La diffusione delle industrie
Il primo impulso è dato dalla prima industria situata nella Provincia di Imperia nel 1919 fondata dal Professore Guido Rovesti, abbiamo scarse informazioni riguardo gli anni di attività, ma il 22 aprile 1925 con l’atto di “Denuncia” sono elencati i prodotti fabbricati: "Essenze, acque distillate, saponi da toeletta" <5, mentre il 22 settembre 1929 cambia denominazione da “Società Italo Francese per l’industria dei Profumi e dei Prodotti Chimici” a “Società Italo francese per l’industria dei Profumi” <6. Da qui prosegue l’installazione di altre fabbriche di essenze in tutto il territorio, ma sarà anche la prima a cessare l’attività nel 1934 <7. Non si hanno molte informazioni riguardo la storia delle industrie, molti documenti sono andati perduti, le poche notizie risiedono all’interno dei documenti della Camera di Commercio delle Riviere di Liguria.
Sempre nello stesso anno dell’inaugurazione dell’industria di Vallecrosia, Leopoldo Pira nel 1919, l’unico che riuscirà ad avere un grande successo nel settore della distillazione della lavanda, della sua essenza e della cura del corpo, realizzando un’industria a Imperia in via Diano Calderina n.38. La sua Fabbrica prende il nome di A. Niggi & C., e affida la realizzazione del marchio “Coldinava” al pittore Bianchi nel 1932 <9. Seguendo le modalità di Mario Calvino e di Guido Rovesti, invoglia i contadini alla coltivazione del fiore promettendo: l’aumento delle retribuzioni, con la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Imperia istituisce premi per eventuali ottimi risultati, persino dopo la Seconda guerra mondiale non si arresta la produzione e ottengono grandi successi: il marchio è nelle riviste nel 1946 e vanta la vincita nel 1957 il primo Oscar dei Profumieri la P d’oro e nel 1960 la P d’argento <10. Nel 1953 avviene un passaggio di proprietà nelle mani del sig. Pira Benito, già socio dell’azienda, riportato nel documento datato 28 novembre 1958 e contiene anche il “rilascio di una nuova licenza di commercio n.1100 del 12/11/957”: "autorizzata a vendere all’ingrosso e al minuto: "Acque gassate già confezionate, erbe essicate (camomilla, origano, timo, the, tisana e decotti) confezionate in pacchetti e bustine […]" <11. Quindi nel 1958 viene autorizzata la vendita anche di prodotti commestibili, essendo che le vendite e i successi sono in forte sviluppo, l’azienda punta anche su nuove merci, tra cui la linea di prodotti per la cura dei bambini con il marchio “Lavanda Coldinava” <12. Pira vanta importanti risultati e si riesce ad insediare nella produzione di profumi e nella cura del corpo nel boom economico del secondo dopoguerra, andando oltre i successi del professore Rovesti. Infatti, il 2 aprile 1974 viene denunciato: "L’ aumento del capitale sociale da £ 3.000.000 a £30.000.000 […]" <13. Questo dimostra come l’andamento dell’azienda sia eccellente e pertanto i soci possono deliberare l’incremento del capitale.
Anche E.M.A. filiale con sede a Milano, istituita nel 1942 da un imprenditore di nome Giovanni Mastraccio Manes a Imperia, che nel 1969 acquisirà il nome di Uop Fragrances S.p.A., con le produzioni principali di profumi e saponi, riusciva ad inserirsi nel commercio europeo e non solo: Belgio, Finlandia, Francia, Germania Occidentale, Inghilterra, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera, America e Indocina <14. Qui si può vedere la realizzazione del progetto di Mario Calvino, che da sempre ha puntato ad inserirsi in questo grande commercio, e parallelamente quello di Guido Rovesti: grazie alla chimica e alle piante spontanee si è riusciti a creare prodotti per la cura della persona.
Sempre nel 1942 ad Imperia Tommaso d’Amico, con la costruzione della S.n.c. D’Amico Comm. Tommaso &C. Le, ha la medesima produzione della Uop Fragrances S.p.A., ma spicca un profumo di grande fama con il nome "Fleur de Chine", che raggiunge diversi paesi europei e l’America <15.
La Profumi Floreal-Varaldo di Varaldo Italo è situata a Imperia in via G.M. Serrati 41/B, con deposito in via Matteotti 96, con la registrazione presso la Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Imperia, il 23 aprile 1951; nella voce “Oggetto d’esercizio” contiene informazione sulla tipologia di fabbrica: "Industria profumi carattere artigiano" <16. Il proprietario Italo Varaldo è imperiese come risulta dai documenti: "nato a Imperia il 15.5.1929" <17. Dopo qualche mese dall’apertura dello stabilimento si notifica il trasferimento della sede il 17 dicembre 1951: "Trasferimento Ufficio e Laboratorio in Piazza XX Settembre 2" <18: i motivi dello spostamento sono sconosciuti. Italo Varaldo il 15 maggio 1957 notifica alla Camera di Commercio le modifiche sullo “stato di fatto o di diritto della Ditta: "la ragione sociale della Ditta viene mutata da “Floreal di Italo-Varaldo” in “Profumi Floreal-Varaldo”" <19. Dalla visura dell’andamento delle vendite dell’azienda come da documentazione rimasta non ci sono segnalazioni di momenti di crisi.
Ulteriore industria che ha lasciato il segno nella Provincia è l’Esperis S.A.S, situata a San Lorenzo al Mare, in via Pietrabruna con data d’iscrizione il 18 giugno 1962, una sorte di filiale, con sede a Milano via A. Binda n.2920, che produce oli essenziali, diretto dal farmacista Adriano Fayaud, con la presenza di tre estrattori per la lavanda e lavandino <21, con l’obiettivo di produrre oli essenziali, resinaromi e solfatati <22. Infatti, nell’oggetto d’esercizio si legge "Industria distillazione ed estrazione di olii essenziali ed altre materie prime affini e relativo commercio fabbricazione di estratti fitoterapici" <23. Adriano Fayaud si dedica alla cura del corpo e alla bellezza e lo dimostra la traduzione dell’opera di Gattafossé “ Produits de beauté”, con il titolo “Cosmetica moderna” <24, e probabilmente riconosce il potenziale della lavanda, che è diffusa nella zona della provincia di Imperia, non tanto distante dalla fabbrica, la coltivazione del Colle di Nava.
9.2 Il tramonto dell’industria dei profumi
La prima industria ad avere segnato l’era industriale nell’imperiese, “la società Italo-Francese per l’industria dei Profumi”, è la prima a cessare l’attività nel 1934: dopo la sua chiusura, probabilmente causata anche dall’arrivo di un “nemico” le fitopatie <25, di cui si hanno le notizie a partire dagli anni trenta/quaranta <26, subendo una riduzione delle coltivazioni di lavanda, su cui si basava maggiormente la produzione di queste fabbriche. Una situazione simile a quella dell’olivicoltura tra la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, in cui si cerca anche in questo caso di trovare delle soluzioni, come la coltivazione dei lavandini, che sono meno colpiti dalle fitopatie, oppure acquistare in Francia la lavanda per continuare a produrre nelle industrie <27.
Acquistare in Provenza implicava degli alti costi, problema già presente prima della razionalizzazione delle coltivazioni, guidata da Rovesti. Dopo la chiusura della fabbrica di Vallecrosia, sorgono nuove industrie, che resistono e raggiungono ottimi risultati. Come riportano gli unici documenti rimasti nell’Archivio della Camera di Commercio delle Riviere di Liguria: l’Esperis il 31 dicembre 1970 <28, per quanto riguarda le sorti dell’industria Niggi, non si conosce la data di cessazione dell’attività, ma il marchio Coldinava è ancora conosciuto ed è ancora diffuso, anche se la sua produzione non avviene più nella provincia di Imperia. Si hanno notizie che la Niggi il 9 luglio 1979, si hanno segnali di “declino”, con la riduzione del capitale sociale e la trasformazione della Società da S.p.A. in S.r.L. <29. La più longeva è la Floreal-Varaldo che nel 1990 cessa la sua attività in provincia di Imperia <30.
Della S.n.c. D’Amico Comm. Tommaso &C. e U.o.p Fragrances S.p.A. sono andati perduti i fascicoli; pertanto, non si conosce la durata dell’attività. In Valle Argentina, Colle di Nava, Valle del San Lorenzo, si sostituiscono le coltivazioni di lavanda vera con il lavandino <31, ma nel frattempo si diffondono i profumi di sintesi, di cui già parlava Rovesti nel 1922. Nell’industria di Vallecrosia negli anni Venti si sperimentavano i profumi sintetici. La chimica permette di imitare le essenze ed il chimico spiega come avviene: "Colla unione di diversi costituenti si può dunque imitare questo o quel profumo composto" <32. Purtroppo, non accadde come aveva sostenuto Gattafossé sui profumi sintetici "venire in aiuto della Natura, non sostituirsi ad essa" <33, ma invece la rimpiazza. Ormai era una coltivazione offesa dalle fitopatie e la profumeria sintetica risultava meno costosa. La chimica ha dato tanto alla produzione industriale imperiese, ma nel frattempo le coltivazioni di lavanda svaniscono. Nell’economia imperiese continua a persistere la vendita dei fiori, ma prendono il posto delle industrie della profumeria industrie di tipo alimentare, che nascono negli anni Quaranta come lo stabilimento dell’olio dei fratelli Carli e del latte di Alberti <34.
[NOTE]
5 CCIA Riviere di Liguria, cat. I, n. 1525, Denuncia di costituzione di società anonima avente la sede nella Circoscrizione della Camera, 1925.
6 CCIA Riviere di Liguria, Denuncia di modificazioni, 1929.
7 N. Cerisola, Storia delle industrie imperiesi, s.l, 1973, p. 365.
8 CCIA, Riviere di Liguria, n.26355, Modificazione, 1979.
9 N. Cerisola, ivi, p.367.
10 N. Cerisola, ivi, pp.368-369.
1 CCIA Riviere di Liguria, n.6463, Denuncia di modificazioni nello stato di fatto e di diritto delle Ditte o Società, 1958.
12 Un kit composto da: olio, latte, talco, amido per bagno e bagno di spuma. (N. Cerisola, ivi, p.370.)
13 CCIA Riviere di Liguria, n. 15855, Denuncia di modificazioni nello stato di fatto e di diritto delle Ditte e Società, 1974.
14 N. Cerisola, ivi, pp. 370-372.
15 N. Cerisola, ivi, p. 376.
16 CCIA Riviere di Liguria, n. 24876, Ufficio anagrafe, 1951.
17 Ibidem.
18 CCIA Riviere di Liguria, n. 3821, Denuncia di modificazioni nello stato di fatto o di diritto delle Ditte o società, 1951.
19 CCIA Riviere di Liguria n. 5818, Denuncia di modificazioni nello stato di fatto o di diritto delle Ditte o Società, 1957.
20 CCIA Riviere di Liguria, n. 40656, Ufficio anagrafe, s.d.
21 Il lavandino è un ibrido prodotto dall’incrocio tra la Lavandula angustifolia e Lavandula latifolia. (G. Laiolo, op.cit., p.33).
22 N. Cerisola, ivi, pp. 374-375.
23 CCIA Riviere di Liguria, ibidem.
24 N. Cerisola, ivi, p.376.
25 La fitopatia è una malattia della pianta.
26 G. Laiolo, Montagne Blu, spazi vissuti nelle alpi del mare, Lavanda Profumo & medicina, Imperia, 2013, p.113.
27 Ibidem.
28 CCIA, Riviere di Liguria, n. 40656, Ufficio anagrafe, s.d.
29 CCIA, Riviere di Liguria, n.26355, Modificazione, 1979.
30 CCIA, Riviere di Liguria, n. 24876, Cancellazione (ditta individuale e società),1990.
31 G. Laiolo, ibidem.
32 G. Rovesti, op.cit., p.130.
33 G. Rovesti, op.cit., p. 133.
34 N. Cerisola, op.cit., pp. 59-60.

Eleonora Puppo, La nascita della floricoltura e dell’industria dei profumi in Provincia di Imperia nel XX secolo: la lavanda un fiore dimenticato, Tesi di laurea, Università degli Studi di Genova, Anno accademico 2023-2024