venerdì 1 maggio 2026

Gregoretti faceva esordire "Controfagotto" con un servizio da Sanremo


"Controfagotto" è una nuova rubrica televisiva quindicinale il cui primo numero va in onda questa sera alle ore 23. Essa è dedicata agli avvenimenti più significativi della cronaca quotidiana, proponendo ai telespettatori qualche riflessione sul costume del nostro tempo. La rubrica è curata da Ugo Gregoretti in collaborazione con vari telecronisti italiani e stranieri. Di volta in volta vi parteciperanno anche giornalisti e scrittori specializzati in questo campo e noti al grande pubblico dei lettori di giornali, che li conosce attraverso il loro abituale compito di commentatori della cronaca. Gregoretti ha fatto una permanenza a Sanremo per cogliere gli aspetti meno conosciuti del Festival della Canzone Italiana, quei fatti cioè che sfuggono al frettoloso cronista della popolare manifestazione canora, o non lo interessano, ma che permettono di conoscere meglio quegli elementi che caratterizzano, anche in questa occasione, il nostro tempo.
Redazione, Controfagotto: riflessioni sul costume del nostro tempo, Stampa Sera, Giovedì 9 - Venerdì 10 Febbraio 1961, p. 8

Tra gli aspetti più elogiati di "Controfagotto", e ancora visibile dopo sessant’anni, oltre alla carica ironica destinata a divenire la cifra distintiva del suo autore, è la disinvoltura e la scioltezza con cui è stata utilizzata la cinepresa. Lo stile spiccatamente cinematografico, con tecniche di ripresa moderne e angolazioni inconsuete, segna uno strappo evidente con la regia televisiva tradizionale. All’inquadratura fissa si sostituiscono soggettive, primi piani, campi-controcampi, carrellate. La regia, dovuta a un autodidatta, rappresenta «una ulteriore prova del suo modo, originale e personalissimo, di usare la macchina da presa», anche grazie ad un «montaggio di prim’ordine, di una perfetta, intima aderenza fra immagine e commento» <9.
[...] Rispetto all’esordio della rubrica, risulta illuminante il contributo realizzato dallo stesso Gregoretti e proposto in apertura di puntata. Per rintracciare alcuni insoliti aspetti del costume nazionale il regista decide di puntare il proprio obiettivo sulla mondanità un po’ volgare e artefatta del Festival di Sanremo, la grande manifestazione canora in grado di offrire anche una serie di gustosi aneddoti secondari, nascosti, ma che pure dicono molto su certe abitudini tipicamente italiane. Attraverso una costruzione sapiente delle immagini l’autore, curando con molta attenzione il moderno montaggio del proprio servizio, sceglie alcuni fenomeni da descrivere: avvicina due caporioni napoletani della claque sanremese (brillante il rapido montaggio con gli applausi finali), discute con sottile ironia con il sarto personale di Joe Sentieri, e sfotte con delicatezza Claudio Villa (che ben si presta al gioco del suo intervistatore) e un suo ingombrante ammiratore, associando a queste scene sempre un commento spiritoso e acuto <11. Gregoretti per queste sue brevi inchieste riscopre ancora una volta l’importanza dei personaggi, e li esalta come era accaduto con il professore “pataccaro” nel celebre segmento di "Caccia al quadro".
[...] Guerrini e Gregoretti si conoscono sin dai tempi di "Semaforo" ed è proprio il primo a metterlo a conoscenza del progetto. Durante un incontro fortuito al Festival di Sanremo del 1961, anno in cui Gregoretti aveva confezionato il celebre servizio che inaugura il primo numero di Controfagotto, i due si raccontano i rispettivi progetti, fin quando Guerrini non rivela di un film in cantiere sui giovani del loro tempo idea che piace e interessa molto Gregoretti che immediatamente espone alcune interessanti proposte.
[NOTE]
9 gis., Uno sguardo su San Remo, “L’Unità”, 10 febbraio 1961.
11 Cfr. Controfagotto, “Corriere d’Informazione”, 10 febbraio 1961.

Michelangelo Cardinaletti, Ugo Gregoretti, autore e regista. Televisione, cinema, opera lirica e teatro, Tesi di dottorato, Università per Stranieri di Perugia - Université de Nantes, Anno Accademico 2022-2023  

E' apparsa in televisione - ed è alla sua seconda puntata - una rubrica, "Controfagotto", che merita veramente qualcosa di più di una frettolosa nota di cronaca. La rubrica, curata da Ugo Gregoretti (autore dell'eccellente, diremmo esemplare documentario "La Sicilia del Gattopardo") porta un sottotitolo significativo: "Sguardi sul costume". Abbiamo visto in che modo Gregoretti abbia realizzato l'idea: egli presenta, ad ogni trasmissione, tre o quattro servizi su aspetti singolari della nostra vita quotidiana e soprattutto su avvenimenti di cronaca e personaggi del giorno. Però non si limita alla superficie, il che lo metterebbe alla pari e in concorrenza con qualsiasi numero del telegiornale o di cineselezione; ma vuol scavare, approfondire, commentare, andare al di là dell'episodio per coglierne le cause e l'intima sostanza e trarne, se possibile, un bilancio morale. Per far questo è logico che Gregoretti si sia staccato dal conformismo: gli uomini e le donne - celebri o umili - apparsi sino ad ora nella rubrica non sono mai stati, di regola convenzionali: non abbiamo mai assistito (salvo in un caso forse) al ritratto "ufficiale" e perciò falso di una persona. Si cerca cioè di arrivare alla sincerità dei fatti al di fuori dell'informazione di maniera o della retorica di circostanza. Esempi evidenti, efficacissimi nella prima puntata, lo spiritoso e pungente servizio sul Festival di Sanremo e nella seconda l'incontro col rubacuori internazionale don Ayme de Mora y Aragon, fratello della regina Fabiola. 
[...] Cronaca e attualità sono alla base di una trasmissione che miri ad essere viva. Non raccomanderemo mai abbastanza alla tv un'aderenza effettiva alla realtà che ci circonda e ci investe, gradevole o sgradevole, edificante o inquietante che sia. Ora il merito di "Controfagotto" è proprio di affrontare la realtà senza ipocriti paraocchi, senza timori di sorta, con una certa spregiudicatezza e una certa libertà di linguaggio. Il commento, le brevi riflessioni sul costume, le conclusioni morali sono affidate allo stesso Gregoretti che assolve il compito semplicemente, rinunciando a discorsi troppo lunghi o troppo elaborati e ricorrendo invece, quando è il caso, ad una forma di sottile, misurata ironia: la presa in giro può essere anche recisa, ma è sempre contenuta nei limiti del buon gusto. E d'altronde i toni della rubrica non sono soltanto ironici
[...] Speriamo che la rubrica mantenga in futuro la freschezza e il coraggio dell'inizio, condizioni essenziali per il mantenimento e l'accrescimento del successo. Il quale è stato unanime e rilevante. Ma a tal proposito vorremmo osservare che la tv sbaglia a collocare "Controfagotto", dopo "Campanile sera" e "Cinelandia", a tardissima ora. Grosso errore: si tratta di una trasmissione intelligente, ma non intellettuale (nel senso di cerebrale) e non riservata a pochi. Bisogna stimare di più il cosiddetto «grosso pubblico» e non credere che si diverta soltanto alle canzonette o ai giochetti col premio finale. 
Ugo Buzzolan, "Controfagotto" affronta la realtà, La Stampa - Mercoledì 1 Marzo 1961, p. 4