domenica 15 marzo 2026

Iniziò a studiare pianoforte con la professoressa Ranixe

Imperia: uno scorcio della zona di Piazza Dante

C’è una melodia che attraversa le strade di Imperia da oltre cent'anni, ed è quella di Emilio Lepre (1925-2016).
Scrivo queste righe con il cuore colmo di ricordi e un pizzico di emozione perché ieri, 2 febbraio, ricorreva l'anniversario della sua nascita. Anche se lo celebro oggi con un giorno di ritardo, il suo ricordo merita di essere onorato con la stessa energia che lui metteva in ogni nota.
​L'anno scorso si è festeggiato il suo centenario in modo speciale: il negozio di famiglia in via Don Abbo si è trasformato in un palcoscenico con l'esibizione del Coro Mongioje. È stata la dimostrazione che l’attività fondata da Emilio nel 1954 è ancora oggi il cuore pulsante della musica nel nostro Ponente.
​Emilio è sempre stato un "genio" dal carattere vivace e dallo spirito libero. I figli, Mariafranca e Dino, raccontano che la nonna tentò di mandarlo in collegio per dargli un po' di rigore, ma l'avventura durò solo due giorni. Il preside lo rimando' a casa dicendo: «Il collegio non è fatto per suo figlio e suo figlio non è fatto per il collegio». Aveva ragione: Emilio era fatto per la libertà e per l’arte.
​Iniziò a studiare pianoforte con la professoressa Ranixe e il suo talento era così cristallino che, a nemmeno sedici anni, venne notato dal celebre clown Grock. Il grande artista lo volle nelle sue tournée in giro per l’Europa, un’esperienza incredibile che lo formò come uomo e come musicista. Ma il legame con la sua terra era troppo forte, e tornò a Imperia per suonare nei posti più belli, dal Casinò di Sanremo al Caffè Roma di Alassio. Pensate che era compagno di scuola di Luciano Berio, il quale, alla notizia della sua scomparsa, disse con rispetto: «Abbiamo perso un grande».​
​Emilio non era uno che sapeva stare fermo. Nel 1963 ha fuso l’amore per il canto e per la montagna fondando il Coro Mongioje, che ha diretto per anni con passione. Ma non si è fermato qui: nel 1979 ha dato vita alla Jazz Ambassador Big Band, portando a Imperia il respiro internazionale del jazz insieme ad artisti del calibro di Rosario Bonaccorso e Leo Lagorio.
​Quello che più mi affascina di Emilio è la sua umanità. Era un uomo scherzoso, uno di quelli con cui non ci si annoiava mai [...]
Lina Zarro, Emilio Lepre: un secolo (e un anno) di musica, estro e passione, VivImperia, 3 febbraio 2026

La Jazz Ambassador Big Band partecipa al festeggiamenti indetti dal circolo Borgo Parasio per valorizzare questa zona antica della città. Questo complesso di giovani sta compiendo un ottimo lavoro, sotto la direzione artistica di Leo Lagorio: per tutta la passata stagione invernale essi hanno continuato le prove di perfezionamento che hanno portato il gruppo ad un livello tecnico di alta professionalità. 
Della Jazz Ambassador Big Band ha parlato Miro Genovese, presidente della Associazione «Amici del Jazz», che conta ormai più di duecento aderenti: «Grazie alla banda, ed alla nostra opera, il jazz a Imperia sta crescendo. Possiamo affermare quindi che la Jazz Ambassador costituisce nel campo musicale una delle più belle realtà della cultura imperiese». Genovese ha messo in evidenza come tale orchestra si sia arricchita di nuovi elementi giovanissimi, già completamente inseriti: «Ciò sta a dimostrare come la nostra opera, tesa a far conoscere il jazz e ad avvicinare i giovani a questo tipo di musica, sta ottenendo risultati veramente lusinghieri».
Il presidente, ricordato che è aperto il tesseramento, ha inoltre rievocato la figura del maestro Emilio Lepre, che fu il propugnatore dello sviluppo di questo tipo di attività musicale nell'Imperiese: «Abbiamo voluto aggiungere il suo nome a quello della nostra Associazione proprio per ricordare la sua azione di propaganda e proselitismo. La Jazz Ambassador Big Band, che ha già tenuto concerti in diverse località, suonerà il 30 luglio a San Lorenzo Mare, il 3 agosto ad Arma di Taggia, il 13 agosto a Finale Ligure, il 31 agosto ad Imperia». 
Il jazz a Imperia è quindi ben vivo, anche se in città mancano i locali che svolgano una programmazione seria e continua. I jazzisti imperiesi sono così costretti ad «emigrare», cercando migliori opportunità a Torino, Milano o Roma. Un caso esemplare è quello di Rosario Bonaccorso, fra i migliori bassisti del giovane jazz italiano. Rosario svolge un'intensa attività concertistica, ha accompagnato alcuni fra i più noti musicisti italiani e stranieri, ma a Imperia, la sua città, è quasi un «inedito». 
b.v., A Imperia piace il jazz, La Stampa - p. Imperia e Sanremo, venerdì 26 luglio 1985

Dopo il corso sperimentale dell'85, seguito nell'86 da una serie di «stages di perfezionamento», ai quali avevano partecipato una cinquantina di allievi, provenienti da tutta la provincia ed anche dalla vicina Francia, la città di Imperia avrà quest'anno una vera e propria scuola di jazz. Intitolata al maestro Emilio Lepre, fondatore della Jazz Ambassador Big Band, e organizzata dall'Associazione Amici del Jazz, ha il patrocinio degli assessorati comunali alle Manifestazioni e alla Cultura, ed è allestita anche con la collaborazione della Cassa di Risparmio. Le lezioni cominceranno il 28 novembre, e proseguiranno sino a marzo. Ne sono previste due alla settimana: una, di un paio di ore, per la pratica strumentale, in giorni feriali; e una per musica di insieme, tutti i pomeriggi del sabato, dalle 16 alle 19. La sede quella dello studio di registrazione Room Ore di via Artallo [...]
Stefano Delfino, Imperia ora avrà una scuola di jazz, La Stampa - p. 22, Sabato 14 Novembre 1987