sabato 3 settembre 2022

Solo nel 1990 accettò di raccontare la sua vicenda ad un professore sanremese

Sanremo (IM): Corso Garibaldi

[...] Giovanni Ermiglia nacque a Sanremo il 24 giugno 1905 da Giambattista e Livia Rubino, originaria di Baiardo. Dopo aver frequentato il Liceo-Ginnasio “G.D. Cassini”, si laureò in Giurisprudenza all’Università di Genova e in Filosofia all’Università di Torino. Nel periodo torinese conobbe Lalla Romano, con la quale rimase amico fino alla morte e che avrebbe incontrato spesso durante i soggiorni della scrittrice a Bordighera.
Nonostante fosse laureato in legge, non praticò mai il diritto, ma si dedicò invece agli studi filosofici e poi all’insegnamento nei licei, affiancando quindi il fratello Stefano nella conduzione dell’azienda familiare. Nel 1968 partì per l’India, dove incontrò nel Tamilnadu (nella zona meridionale del paese) un gruppo di giovani seguaci delle teorie gandhiane, universitari e operatori sociali, tutti legati al movimento di Vinoba Bhave, allievo di Gandhi; quest’ultimo peregrinava a piedi da dodici anni per l’India a mendicare terreni per ridistribuirli ai poveri.
[...] Quando lo sviluppo della sua organizzazione sembrava ben avviato, verso il 1985, Ermiglia, con l’aiuto di alcuni amici fidati, tra cui in particolare il professor Marco Nikiforos, e senza che mai fosse fatto il suo nome per suo espresso desiderio, creò in Italia i Gruppi ASSEFA, il primo dei quali nacque a Sanremo. Nel 1995 nacque il collegamento fra tutti i Gruppi sotto il nome di ASSEFA Italia, oggi ONG riconosciuta dal Ministero degli Esteri. Nonostante la sua ritrosia, ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui quello di “Costruttore della Pace” (Peace Builders Award), conferitogli il 2 ottobre 2001 a Madurai in India dal premio Nobel per la Pace Mairead Corrigan Maguire.
Redazione, Sanremo: il fondatore dell'Assefa Giovanni Ermiglia ricordato dallo storico Andrea Gandolfo, Sanremo News, 15 gennaio 2014 

[...]  Dell’amore per la cultura; Giovanni fra i molti suoi meriti ebbe quello di scoprire e valorizzare uno dei maggiori poeti contemporanei della Liguria il concittadino Luciano De Giovanni. Nei miei ricordi più antichi annovero Giovanni e Luciano nella camera studio dello zio che studiavano alacremente testi di metrica e leggevano le poesie dei grandi autori classici e contemporanei. Con l’aiuto di Giovanni il poeta ebbe la possibilità di accedere alla pubblicazione dei suoi versi sulla prestigiosa rivista di cultura “Il Ponte” e pubblicare alcuni libri di magnifiche poesie. Nell’immediato dopoguerra tra i fermenti nascenti dalla liberazione Giovanni pensò di collaborare alla fondazione di una Università Popolare, allo scopo di diffondere l’amore per la Cultura tra le classi popolari di Sanremo ma questo progetto, per motivi politici, non ebbe praticamente successo.
[...] f) Dell’amore per le regole. Quando gli rappresentavo le problematiche che incontravo nelle assemblee sindacali dove una minoranza organizzata prendeva sempre il sopravvento sulla massa dei presenti "La democrazia" - diceva "…E’ costituita da una somma di numeri, maggioranza e minoranza nascono da numeri per questo motivo occorrono delle regole precise per organizzare le giuste maggioranze evitando la confusione assembleare. Le assemblee si attagliano ai piccoli villaggi indiani dove tutti si conoscono e gli scopi sono concreti e vicini. L’assemblea il più delle volte non funziona in Europa per la complessità degli scopi e degli interessi".
g) Dell’amore per la modestia. Giovanni era di natura modesto, per questo motivo non ha lasciato nessuno scritto importante sulla sua opera. Solo nel 1990 accettò di raccontare la sua vicenda ad un professore sanremese, Dario Daniele, da cui furono tratti tre libri, l’ultimo dei quali “Dentro il villaggio vive il sogno indiano di Giovanni”, edizioni Cittadella, 2003. Ma anche in quest’intervista libro Giovanni aveva proibito all’autore di citare il suo cognome. Durante il periodo universitario a Torino (Giovanni conseguì due lauree una a Genova in Legge ed una in filosofia a Torino entrambe con il massimo dei voti) ebbe contatto con giovani dotati di brillante ingegno: Capitini; Antonicelli, Guala ecc.. Tra essi una cara amica fu la scrittrice Lalla Romano; la famiglia Ermiglia e i fratelli Giovanni, Stefano e Antonio apparvero con nomi modificati in più di uno dei suoi libri. Nell’ultimo in particolare “L’eterno presente, una conversazione con Antonio Ria”, ed. Einaudi - collana gli Struzzi -, a pag. 55 trattando della “morte e del dolore” Antonio Ria chiede alla Romano: “Dopo la morte d’Innocenzo (il primo marito della Romano) incontri Giovanni, tuo amico di gioventù e gli chiedi: “dove sono i morti?”, e lui: “Dentro di noi!” “Sì! Nel momento mi è sembrato atroce, come affermare che non ci sono più in realtà; li abbiamo dentro di noi nel più profondo di noi stessi, in quello che veramente siamo!”. In queste parole si può anche collocare l’amore di Giovanni per la propria mamma Livia Rubino che sempre è stata una forte presenza in lui come ho già sopra ricordato. Ria era anche un valido fotografo e più di una volta nei colloqui tra Giovanni e la Romano a Bordighera cui ho partecipato in qualità d’autista, Ria ha chiesto a Giovanni di essere fotografato con la scrittrice, ma lui con la sua tipica modestia rifiutò sempre. Un'altra testimonianza della riservatezza di Giovanni la troviamo in un intervento di un altro carissimo amico, Josè Osaba, pubblicato nel volume "Giovanni a Peace Builder", in cui rileva come la storia di Giovanni dal giorno in cui decise di fondere la sua vita con la vita delle fattorie indiane fu caratterizzata dalla sua gelosa anonimità mentre Lui intraprendeva una infaticabile azione dentro l’ASSEFA senza dare importanza pubblica a se stesso [...]
Livio Ermiglia, Giovanni è l'uomo dell'amore, Assefa, 2013

Sarà la conferenza Lalla Romano e la cultura  francese  tra  Flaubert e Matisse a rappresentare la prima concreta collaborazione fra il Comune di Sanremo e il Centro universitario del Mediterraneo (CUM) di Nizza, come prevede l’apposito Protocollo d’Intesa stipulato dalle due città per intensificare i rapporti culturali.
La conferenza, prevista per martedì 5 giugno, alle 16, al CUM (Promenade Des Anglais, 65)  vuole far conoscere anche nella vicina Francia una scrittrice che deve molto alla cultura pittorica e letteraria francese e la cui opera è quasi totalmente tradotta in francese.
[...] La conferenza è organizzata in occasione del Centenario della nascita di Lalla Romano (centenario riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha istituito un apposito Comitato Nazionale per le celebrazione del centenario della nascita di Lalla Romano) e segue le manifestazioni che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo ha di recente dedicato alla scrittrice: la mostra di documenti, immagini e dipinti Lalla Romano fra scrittura e immagini della Liguria allestita al Museo Civico, il relativo catalogo e la pubblicazione del libro Poesie per Giovanni (philobiblon editore) che propone le prime redazioni di una sessantina di poesie di Lalla Romano, di cui 20 completamente inedite, dedicate al primo amore sanremese, Giovanni Ermiglia (fondatore dell’Assefa).
Redazione, Lalla Romano e la cultura francese. Conferenza, Direzione generale Biblioteche e diritto d'autore, Ministero della Cultura, giugno 2007

Loganathan, l’attuale Direttore Generale di Assefa India, era un giovane operatore sarvodaya che il prof. Giovanni Ermiglia, sanremese, uno degli storici fondatori di Assefa, incontrò nel suo primo viaggio in India. Le prime fasi della collaborazione sono descritte nella tesi di laurea di Francesco Candelari, un giovane che nel 2005-2066 ebbe l’opportunità di svolgere una parte del suo Servizio Civile presso l’Assefa. “È in questo contesto che, nell’agosto del 1968, avvenne l’incontro tra Giovanni Ermiglia e Loganathan, un uomo di 63 anni e un uomo di 25, un professore di filosofia in pensione e un giovane attivista del Sarvodaya Mandal, entrambi laici, entrambi non credenti, entr ambi guidati dalla praticità. Giovanni Ermiglia arrivò in India con una dote di cinque milioni di lire, raccolti attraverso il movimento Sviluppo e Pace di Torino per finanziare progetti per l’auto-sufficienza economica delle campagne indiane. Affascinato dall’azione di Gandhi e Vinoba, il professore sanremese suggerì alla branca Sarvodaya del Tamil Nadu di sfruttare i suoi fondi proprio per sviluppare alcuni terreni Bhoodan. I responsabili del Sarvodaya Mandal,scettici sull’affidabilità della proposta, affidarono il compito di verificarne la fattibilità a un giovane attivista. Loganathan fino a quel momento “aveva il compito di visitare i vari villaggi e rappresentarvi dei drama, cioè una sorta di commedia teatrale che spiegasse ai contadini poveri e senzaterra il grave pericolo a cui sarebbero andati incontro se si fossero indebitati con il padrone, diventandone in pratica schiavi.” (Daniele, 2003: p. 37) Ma si rese subito disponibile a lavorare con l’anziano professore. L’improbabile coppia italo-indiana visitò un villaggio nei dintorni di Madurai (Sevalur) e individuò alcuni terreni Bhoodan sui quali cominciare a lavorare. Mentre Ermiglia tornò in Italia per cercare nuovi fondi, Loganathan organizzò i giovani dei villaggi e i braccianti diseredati e in un anno di lavoro quelle terre diventarono una “zona verde, con coltivazioni di banane e orzo e lunghi tubi che innaffiavano le coltivazioni.” (Daniele, 2003: pp. 47-48) [...]
Redazione, Simran Sethi e S. Loganathan ai Martedì Letterari a Sanremo in collaborazione con AssefaOggi Cronaca,  15 maggio 2017

Non è un caso che si ritorni all’India, che si parli di economia gandhiana e che questo esperimento nasca nel 1968. Sono le “Fattorie al servizio di tutti”, felice incontro di un tessuto ricettivo lì e di un uomo ricettivo qui. Il suo nome è Giovanni Ermiglia.
4.3 Al servizio di tutti
"Nel 1968 il professor Giovanni Ermiglia, allora sessantacinquenne, nel riflettere sulla sua vita da celibe e sul suo insegnamento della filosofia ha improvvisamente una visione lacerante e sente di non aver fatto niente di utile per l’umanità. Si reca allora, per la prima volta, in India – perché è sempre stato attratto dalla personalità di Ghandi -, dove incontra S. Jagannathan, responsabile del movimento gandhiano “Sarvōdaya”. Questi gli propone di visitare il sud della penisola con uno dei suoi giovani assistenti, S. Loganathan. La regione è incolta e la miseria della gente nei villaggi spaventosa. I due uomini discutono a lungo. (...) Prima di partire Giovanni lascia una grossa somma di denaro e propone a Loganathan di cominciare a fare qualcosa. (...) Giovanni torna dopo sei mesi, con altro denaro prelevato dai suoi risparmi. Loganathan lo porta in motorino allo stesso villaggio, dove Giovanni si accorge di una piccola macchia verde: il denaro ha consentito ad un agricoltore di scavare un pozzo e di cominciare a coltivare. Dai villaggi vicini la gente viene a constatare il miracolo. Giovanni capisce allora che la piccola macchia verde può essere l’inizio di qualcosa di immenso ... ma è solo, e si rivolge allora a una ONG italiana, il Movimento Sviluppo e Pace di Torino." <161.
Questo il ritratto stilato in un Rapporto al Club di Roma che indica già dal titolo "La rivoluzione a piedi scalzi" la possibilità di realizzare progetti autenticamente diversi rispetto alle riedizioni dei Piani Marshall e ai grandi Programmi di Sviluppo con pochi mezzi e dal basso. Il caso di Assefa, perno di questa parte, come di un modo nuovo di intendere la parola cooperazione lo rispetta in pieno, come il suo fondatore [Giovanni Ermiglia] [...]
[NOTA]
161 Bertrand Schneider, La Rivoluzione a Piedi Scalzi. Rapporto al Club di Roma, Sansoni Editore, Firenze, 1987, pp. 100-101.

Antonio Benci, Il prossimo lontano. Alle origini della solidarietà internazionale in Italia (1945-1971), Tesi di dottorato, Università Ca' Foscari - Venezia, 2013
 
ASSEFA è un’organizzazione indiana al servizio delle comunità rurali che si ispira al principio gandhiano del Sarvodaya “il benessere di tutti”. Il nome ASSEFA deriva dall’acronimo di Association for Sarva Seva Farms, Associazione per le fattorie al servizio di tutti.
Nel 1969 a Sevalur, nel Tamil Nadu, un professore di filosofia di Sanremo, Giovanni Ermiglia, incontrò alcuni operatori gandhiani che gli illustrarono la situazione drammatica in cui vivevano gli abitanti dei villaggi. Insieme decisero intraprendere iniziative sociali ed economiche sia in Italia che in India al fine di raccogliere fondi per consentire ad alcune di quelle famiglie di lavorare le terre loro assegnate. dal movimento Bhoodan (dono della terra).
L’obiettivo principale di ASSEFA è migliorare la situazione economica, sociale e culturale della popolazione rurale, incoraggiando i loro carismi e la loro capacità di autosviluppo. Per questo ASSEFA promuove una coesione sociale priva di discriminazioni di casta e di religione basata sui principi di libertà, uguaglianza economica e giustizia sociale.
Dopo oltre 40 anni di intenso e costante impegno e lavoro ASSEFA India viene annoverata tra le più importanti organizzazioni non governative dell’India.
Redazione, Assefa India, Assefa Alessandria   

Il 14 gennaio 2004 si concludeva la lunghissima vita di Giovanni Ermiglia, l’uomo che può essere considerato il padre di ASSEFA. Una vita dall’andamento molto inconsueto: nella prima parte, fino ai 60 anni, dedicata all’attività intellettuale - studio e insegnamento; nella seconda, all’azione sul campo, organizzativa e pratica. Con una decisione improvvisa l’insegnante di filosofia in pensione dà alla sua esistenza una svolta radicale, parte per l’India, decide di contribuire alla realizzazione dell’ideale di Gandhi . A partire dalla categoria sociale più svantaggiata in quel momento e in quel mondo, quella dei contadini senza terra, si dedica alla creazione di comunità senza alcun tipo di discriminazione, auto-sufficienti, dotate di autostima ed auto-gestite, basate sui principi dell’amore, del servizio e della giustizia sociale, che perseguano il Sarvodaya, ossia il benessere sociale, culturale ed economico di tutti. Per questo scopo spende instancabilmente tutti gli anni che gli rimangono da vivere.
A 44 anni dalla nascita della prima comunità rurale nel Tamil Nadu, (India del sud) ASSEFA, l’organizzazione che riconosce in Gandhi e in Giovanni Ermiglia i propri ispiratori e fondatori, oggi lavora con 900.000 famiglie in 11.000 villaggi, dove sorgono 130 scuole e studiano più di 15.000 bambini.
Tutto questo è stato concepito a Sanremo, sua città natale, ha trovato la sua realizzazione attraverso innumerevoli viaggi in India e un lavoro intelligente e paziente, guidato da un’idea di cooperazione allo sviluppo all’avanguardia per quei tempi e ancor oggi attuale e valida: innescare un processo virtuoso che, partendo dai primi beneficiari, si propaghi coinvolgendo un  numero sempre maggiore di persone e preservi la terra e il mondo contadino dallo sfruttamento e dalla speculazione. Migliaia di uomini e donne, in India e in Italia sono stati conquistati da questa visione e ASSEFA ha presto assunto la dimensione che oggi possiede.
Chi ha conosciuto Giovanni Ermiglia, anche solo attraverso la sua opera, si domanda quale sia la forza che lo ha portato a realizzare un’impresa così grande: è la forza delle idee , di una moralità superiore, che dà senso e illumina tutta la vita, e di conseguenza rende il mondo migliore.
I riconoscimenti ottenuti da Giovanni Ermiglia danno soltanto una pallida idea del valore della sua opera, che ha procurato lavoro, istruzione e dignità a milioni di persone.
Premio Artigiano della pace - Torino - 1984
Defender of Peace award - Madurai - 1986
Menzione d’onore del premio internazionale Genova per lo sviluppo dei popoli - targa UNICEF Italia - 1988
Cittadino Benemerito di Sanremo - 1997
Peace Builders award (premio conferito dal governo indiano) - 2001
A Sanremo, in quella che fu la casa di Giovanni, ASSEFA prosegue ogni giorno l’opera iniziata in India tanti anni fa per realizzare uno sviluppo umano equo e sostenibile tra i popoli della terra.
Redazione, In ricordo di Giovanni Ermiglia, Assefa, 13 gennaio 2014  

Sono passati esattamente cinquant’anni da quando il docente e filosofo Giovanni Ermiglia tornò a Sanremo dopo aver trascorso un lungo periodo in India ed ebbe l’idea che avrebbe rivoluzionato, fino a oggi, la vita di milioni di persone. Oggi, lo scrittore e docente Dario Daniele, che ha a lungo preso parte a questa iniziativa, ci racconta di cosa si tratta.
Assefa (Association for sarva seva farms, ovvero “fattorie all’uso di tutti”), è una organizzazione non governativa che opera in oltre undicimila villaggi di tutta l’India tramite la promozione della cooperazione e dell’assunzione di un carattere autosufficiente, sostenuto per la prima volta da Gandhi e Vinoba. Il lavoro consiste soprattutto nella socializzazione di ogni terreno, la bonifica di molti territori e la creazione di diversi campi coltivati, in modo da soddisfare i bisogni di chicchessia [...]
Alessio Bellini, Tra Sanremo e India: i 50 anni di Assefa, Riviera Time Television, 13 luglio 2019  

Anche Giovanni Ermiglia si laureò due volte: la prima in Legge, nel 1928, con una tesi in Filosofia del diritto (Il problema dell’autorità del diritto in Giambattista Vico), la seconda in Filosofia nel 1931 (Il problema delle due ragioni).
[...] Sono inoltre esposte le tesi di laurea di Mario Soldati, Cesare Pavese, Franco Antonicelli e Giovanni Ermiglia, oltre ad alcuni documenti sulla carriera di Giulio Bertoni.
Redazione, Lalla Romano all’Università di Torino (1924-1928): un percorso tra i documenti dell’Archivio storico, Archivio storico dell’Università di Torino, 2014


[...] In occasione del primo anniversario della scomparsa di Lalla Romano, nel 2002, vengono pubblicate a cura di Antonio Ria Poesie (forse) utili, corredate da una ventina di disegni inediti, con un testo di Carlo Ossola. Si tratta di versi raccolti negli anni precedenti da Lalla Romano e conservati in una busta con questo titolo: tutto è «raccolto ma non sigillato, per una presenza che non cesserà, per un compito che s’innerva nell’invisibile» (Ossola).
Ancora a cura di Antonio Ria una raccolta di «versi di affinità elettive», per lo più inediti, accompagnati da disegni pure inediti, dà vita nel 2007 a Poesie per Giovanni, composto da due «faldoni»: il primo ritrovato nell’archivio di Lalla Romano, il secondo conservato a Sanremo in casa dell’amico di gioventù Giovanni Ermiglia. «Liriche databili ma non datate - scrive Giovanni Tesio nella Presentazione -, perché si tratta di poesie che procedono sempre da emozioni non deperibili, per l’energia che le muove, nell’esattezza dei primitivi come Cino da Pistoia» [...]
Redazione, Le Opere di Lalla Romano, Centro Studi Lalla Romano, 8 novembre 2015
 
Mi riesce molto difficile scrivere di poeti e poesie che incontro per la prima volta; un’urgenza di comunicare la mia scoperta mi fa rompere gli indugi, le perplessità.
Luciano De Giovanni l'ho incontrato una volta o due in anni lontani, ma fa parte del mio mondo. Tramite, da principio, quel Giovanni [Ermiglia] di San Remo, il mio grande amico fin dalla giovinezza e anche personaggio nei miei libri.
Lalla Romano, appunti inediti
Paolo Di Paolo, La scrittura critica di Lalla Romano, Tesi di dottorato, Università degli Studi Roma Tre, 2012